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Il cliente sa della sua causa senza chiamarti

Studio legale

Ogni rinvio, deposito o ordinanza arriva allo studio per PEC. Al cliente qualcuno dovrebbe dirlo, in parole semplici, ma tra udienze e scadenze salta. Così è lui a telefonare, spesso nel momento peggiore, per chiedere a che punto è.

Parte dalle PEC di cancelleriaLa nuova data finisce in agendaNessun messaggio al cliente senza il tuo ok

Cosa controlli tu

Al cliente scrivi sempre tu. Il sistema prepara la bozza, la firma è dell'avvocato.

Niente valutazioni sulla causa. Riassume cosa è successo; il significato lo aggiungi tu.

Le date arrivano dalla PEC, i termini li calcola lo studio.

Altri casi simili

La stessa logica di automazione applicata ad altre attività:

1Commercialisti che aggiornano i clienti sui contenziosi tributari
2Consulenti del lavoro che seguono vertenze e conciliazioni
3Agenzie di pratiche auto che informano sullo stato di passaggi e immatricolazioni

Domande frequenti

Si collega al fascicolo telematico?

Parte dalle PEC di cancelleria che lo studio riceve già. Un collegamento diretto al fascicolo passa dal software per il processo telematico che usate, e va valutato caso per caso.

Commenta la causa al posto mio?

No. Riassume cosa è successo e cosa cambia nelle date. Cosa significa per la causa lo scrivi tu, e senza la tua approvazione il cliente non riceve niente.

Calcola i termini processuali?

No. Copia in agenda la data scritta nella comunicazione; i termini li calcola lo studio.

E le sentenze?

Sentenze e ordinanze con conseguenze per il cliente non ricevono un messaggio scritto: il sistema ti mette in cima alla lista il cliente da chiamare, con il riassunto pronto.

Aggiornare i clienti dello studio legale dopo ogni PEC

Un rinvio d'ufficio cambia poco per la causa e molto per il cliente, che aveva segnato quella data. In studio la PEC si legge e l'agenda si corregge, mentre la telefonata al cliente scivola in fondo alla lista finché è lui a chiamare.

Il sistema parte dalle PEC di cancelleria che lo studio riceve già. Trova il fascicolo dal numero di ruolo, aggiorna l'agenda su Google Calendar o Outlook e legge il provvedimento per capire se al cliente va detto qualcosa. Un deposito tecnico resta nel fascicolo. Per un rinvio prepara un messaggio in parole semplici con la nuova data: tu aggiungi una riga sul merito, approvi, e il messaggio parte con la copia archiviata. Per una sentenza o un'ordinanza con conseguenze per il cliente prepara solo un riassunto e lo mette in cima alla lista delle persone da chiamare. Le bozze le prepara un modello di IA come Claude, ChatGPT o Gemini.

Le valutazioni sulla causa e il calcolo dei termini restano allo studio. Il sistema riporta le date scritte nella PEC, e la firma sotto ogni messaggio è dell'avvocato.

Torna utile anche ai commercialisti che seguono contenziosi tributari e ai consulenti del lavoro con vertenze aperte. Per altri casi ci sono le automazioni per studi legali e professionali.