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Il fornitore alza il prezzo, lo sai subito

Ristorante, trattoria

Le fatture dei fornitori arrivano, finiscono al commercialista e nessuno le legge riga per riga. Così il guanciale passa da 18,50 a 22,60 € al kg e la carbonara resta a 13 € sul menu. Te ne accorgi a fine anno, quando il margine non torna e non sai più dove si è perso.

Legge le fatture elettroniche dei fornitoriConfronta ogni prezzo con le fatture precedentiAl fornitore scrivi tu, dopo aver letto la bozza

Cosa controlli tu

Al fornitore scrivi tu. Il sistema prepara la mail, la mandi dopo averla letta.

I conti vengono dalla fattura e dal tuo ricettario. L'AI serve solo a capire che «GUANC. STAG.» è il guanciale.

La fattura resta valida. Se il prezzo è sbagliato si chiede una nota di credito, e la contabilità la segue il commercialista.

Altri casi simili

La stessa logica di automazione applicata ad altre attività:

1Pizzerie che vogliono tenere d'occhio mozzarella e farina
2Pasticcerie con burro, uova e cioccolato che cambiano prezzo spesso
3Bar e caffetterie che controllano caffè e latte dei fornitori

Domande frequenti

Da dove prende le fatture?

Dal servizio che già le riceve per te dal Sistema di Interscambio. Fatture in Cloud e Aruba hanno un collegamento, con altri programmi va verificato. Le fatture elettroniche sono file ordinati, quindi prezzi e quantità si leggono senza errori.

Devo scrivere il ricettario di tutti i piatti?

No. Servono i grammi degli ingredienti principali solo per i piatti che vuoi seguire, e si può partire dai dieci più venduti. Senza ricettario vedi comunque i rincari fattura per fattura.

Se il prezzo è sbagliato, rifiuto la fattura?

Una fattura elettronica ricevuta non si rifiuta: se il prezzo è sbagliato si chiede al fornitore una nota di credito. Il sistema prepara la mail, la contabilità resta al commercialista.

Cambia da solo i prezzi del menu?

No. Ti dice quanto pesa il rincaro su ogni porzione; se ritoccare il prezzo, cambiare fornitore o lasciar correre lo decidi tu.

Il food cost del ristorante letto dalle fatture dei fornitori

Il food cost di solito lo calcoli quando fai il menu. Poi i fornitori ritoccano i prezzi un po' alla volta, le fatture vanno dritte al commercialista e il conto resta quello di mesi prima. Il prezzo in carta invece non si muove.

Questa automazione prende le fatture elettroniche dei fornitori, per esempio da Fatture in Cloud o da Aruba, e le legge riga per riga. Riconosce gli ingredienti anche quando sono scritti abbreviati, come succede con il guanciale nella fattura del macellaio, e confronta ogni prezzo con quelli delle fatture precedenti. Se l'aumento resta sotto la soglia che hai scelto, la fattura viene archiviata e basta. Se la supera, il sistema usa le dosi del tuo ricettario per calcolare quanto costa in più ogni porzione dei piatti colpiti e prepara una mail al fornitore. Il lunedì ricevi il riepilogo della settimana.

I conti vengono solo dalla fattura e dal tuo ricettario, su un foglio Google. Il modello di IA (Claude, ChatGPT o Gemini) serve a capire che una sigla corrisponde a un ingrediente. La mail al fornitore la leggi e la mandi tu da Gmail o Outlook, e se un prezzo è sbagliato si chiede una nota di credito, che poi segue il commercialista.

Lo stesso controllo è utile a pizzerie, pasticcerie e bar, dove pochi ingredienti pesano su quasi tutto. Altre idee tra le automazioni per ristoranti e pizzerie.