«Sulle fatture senza IVA devo mettere il bollo?» Domande così arrivano tutte le settimane. La risposta è scritta in una guida dell'Agenzia, ma qualcuno deve fermarsi, ritrovarla e scriverla. Intanto in mezzo arrivano anche le domande che chiedono davvero un parere, e vanno riconosciute.
Cosa controlli tu
Solo fonti ufficiali o dello studio. Guide e circolari dell'Agenzia e dei ministeri, più i modelli dello studio. Niente banche dati private copiate.
Due controlli prima di partire. Il passaggio deve essere molto vicino alla domanda e il secondo controllo deve essere sicuro.
I pareri restano al professionista. Soglie, scelte e casi personali vanno sempre a una persona.
Altri casi simili
La stessa logica di automazione applicata ad altre attività:
Domande frequenti
E se risponde male?
Parte da solo solo se il passaggio della guida è molto vicino alla domanda e un secondo controllo conferma con fiducia alta che risponde del tutto, senza dati personali né pareri. In ogni altro caso diventa una bozza da approvare. Nelle nostre prove con il modello attuale, il bollo sulle fatture esenti è partito da solo, mentre il forfettario oltre la soglia, l'IMU sul comodato al figlio e l'avviso bonario sono rimasti al professionista.
Il cliente vede da quale documento arriva la risposta?
Il cliente riceve una risposta semplice, senza rimandi a guide che non ha. Documento e pagina restano nella richiesta, per lo studio, e si aprono con un clic. Quando la risposta è una bozza, la regola si cita con documento e pagina.
Quali documenti ci sono nella Biblioteca?
Guide, istruzioni e circolari ufficiali dell'Agenzia delle Entrate e dei ministeri, più i modelli dello studio come contratti, deleghe e disdette. Lo studio può caricarne altri. Le banche dati a pagamento non si copiano: si consultano con l'abbonamento dello studio.
Si può spegnere?
Sì. Le risposte automatiche dalla Biblioteca sono un'impostazione: spente, le stesse domande arrivano come bozza con la fonte già trovata.
ChatGPT per commercialisti, con risposte prese da fonti ufficiali
Il bollo sulle fatture del forfettario, un fac-simile di delega, la regola su una detrazione: in segreteria arrivano ogni settimana domande la cui risposta sta già in una guida dell'Agenzia. Il timore, se le si affida a un chatbot generico, è che risponda sicuro anche quando sbaglia e che nessuno sappia da dove ha preso la risposta.
Qui il modello di IA (Claude, ChatGPT o Gemini) lavora solo su una Biblioteca dello studio, fatta di guide e circolari dell'Agenzia e dei ministeri più i modelli interni. Quando arriva una mail su Gmail o Outlook, il sistema controlla che il mittente sia un cliente verificato, capisce se chiede una regola generale o un parere sul suo caso e cerca il passaggio che risponde. Poi un secondo controllo verifica che quella fonte risponda davvero alla domanda.
- Se entrambi i controlli sono sicuri, la risposta parte da sola.
- Se c'è un dubbio, diventa una bozza con la fonte allegata.
- Se serve un parere, la domanda va a un professionista.
In ogni richiesta lo studio ritrova il motivo della scelta e la guida usata, aperta alla pagina giusta. Soglie, scelte di regime e casi personali restano sempre a una persona.
Lo stesso metodo serve a chi riceve spesso domande con una risposta già scritta da qualche parte, come i consulenti del lavoro sui contratti collettivi o gli amministratori sul regolamento di condominio. Altri casi tra le automazioni per studi professionali.